Le trasformazioni del mondo del libro

Il futuro del libro e dell’editoria

Il 25 Novembre 2021 l’Università degli studi dell’Insubria ha chiamato a raccolta, in un webinar diversi professionisti, allo scopo di ragionare sui nuovi modelli di impresa editoriale. Erano presenti Angelo Piero Cappello, Fabio Ciotti, Pier Della Vigna, Marco Zapparoli.

Le riflessioni hanno fatto emergere diversi concetti, come quello di editoria diffusa, di lettura diagonale, di impresa integrata, ed indagato su quali competenze occorrano nella progettazione e nella comunicazione culturale.

Un pensiero unanime è che la pandemia abbia accelerato la transizione digitale. Le trasformazioni che normalmente avrebbero richiesto più tempo sono state velocizzate.

Il libro è ancora quell’oggetto cartaceo che contiene un testo, ma oggi si trova collocato in un contesto ampio e multisensoriale, in un sistema iperconnesso.

L’esperienza di lettura è radicalmente diversa e il mondo editoriale si incammina su una strada che connette la multisensorialità.

Sta cambiando l’approccio al consumo culturale, e questo riguarda anche la lettura. La mutazione coinvolge il processo di lettura che da sequenziale diventa diagonale, ovvero il lettore prende le informazioni un po’ di qua e un po’ di là, senza un criterio fisso, senza una bussola.

Nel mondo editoriale moderno l’oggetto libro è prodotto da una pluralità di soggetti diversi. Inoltre è possibile produrre il cartaceo in piccole quantità con conseguente incremento del numero dei libri che possono essere pubblicati. Siamo dentro una rivoluzione delle modalità di diffusione dei saperi: non è solo il libro che contiene le informazioni. La cultura si diffonde e diventa una realtà complessa che dobbiamo ancora capire, interpretare e governare.

Molto probabilmente il futuro del libro sarà sempre più collegato al futuro della comunicazione.

La riflessione finale, che accomuna esperti e uditori, riguarda la sensazione di vivere un periodo di grande ripensamento.

E all’interno di questa analisi si pone anche la considerazione che editori, bibliotecari, docenti, oggi sono troppo separati, mentre dovrebbero lavorare in modo più coordinato e collaborativo.

Insomma, la sensazione diffusa è che manchi un’unione della cultura ed una cultura dell’unione che valorizzi la condivisione delle esperienze e consenta di superare le divisioni.

Anche Classe di lettori ha avvertito questa esigenza ed ha risposto creando la Rete della Lettura.

La Rete della Lettura offre un luogo di confronto, di arricchimento e di coordinamento tra professionisti del settore editoriale e del mondo della scuola. Per info [email protected]