La biblioteca scolastica ha un importante ruolo per il recupero della dispersione scolastica, per una maggiore inclusività dell’azione educativa e per la ricerca di pratiche didattiche capaci di incoraggiare la partecipazione e la motivazione degli studenti.

La sua potenzialità di centro culturale e spazio laboratoriale di approfondimento degli interessi dei bambini e dei ragazzi, in Italia non è ancora del tutto compresa e valorizzata.

La pandemia ha colpito duramente questi spazi, molti dei quali ancora non sono funzionanti.

Il discorso sulle biblioteche scolastiche è fermo. A parte il fondo previsto nella legge sul libro, non vi sono novità legislative specifiche, così fortemente richieste dagli esperti del settore, tra cui in particolare l‘appello del Forum del libro.

Quando mancano norme chiare e precise, regna la provvisorietà. La sopravvivenza delle biblioteche scolastiche è affidata a progetti ed il loro reale funzionamento dipende in buona parte dalla considerazione che il DS, il CDI, ed il Collegio dei docenti attribuiscono al valore educativo di questo spazio scolastico, mentre ciò che occorre è un servizio costante e specializzato.

Purtroppo solo il 16,2% le percepisce come una risorsa didattica, manca una visione delle potenzialità formative della biblioteca come spazio educativo e di apprendimento.

A differenza di palestra e mensa, la biblioteca non è considerata una delle infrastrutture indispensabili per il funzionamento efficace della scuola.

A livello europeo, in assenza di un atto di indirizzo della Commissione Europea sul tema, gli Stati europei offrono soluzioni variegate in relazione alle biblioteche scolastiche, in alcuni casi simili a quella italiana, in altri con legislazioni specifiche.

Il Portogallo ha istituito sia la figura del Professore Bibliotecario sia quella del Coordinatore di rete. Il primo si occupa del funzionamento e della gestione della biblioteca, e promuove attività congiunte con il curriculm scolastico. Il secondo, invece opera a livello centrale, coordinando le varie biblioteche, scolastiche, universitarie, degli Enti locali ecc, e supportando i singoli Professori Bibliotecari, sia a livello tecnico che pedagogico.

In Croazia nel 2001 è stata approvata una legge che istituisce il ruolo del bibliotecario scolastico. Esiste un percorso universitario specifico per l’acquisizione di competenze psicopedagogiche e comunicative, durante il quale si punta a creare una solida conoscenza della letteratura per ragazzi.

Nell’ambito scolastico il bibliotecario è equiparato giuridicamente ed economicamente agli insegnanti.

Anche in Francia c’è un insegnante specifico che si occupa della biblioteca, però solo nella scuola secondaria. Si tratta di personale qualificato, mediante corso di formazione specifico, e che collabora con l’equipe pedagogica, con cui condivide la responsabilità nello sviluppo di una cultura dell’informazione.

Un addetto in possesso di specifica formazione, però a tempo parziale è previsto in Austria e in Romania, in caso di scuole con meno di 600 alunni. Il bibliotecario è membro del corpo docente e la biblioteca gode di un finanziamento annuo.

In Danimarca le biblioteche scolastiche sono state qualificate “Centro di servizio pedagogico” con il riconoscimento dell’importante ruolo di informazione e formazione degli allievi e degli insegnanti nonché per le funzioni ricreative e di socializzazione.

Gli organismi internazionali di riferimento sul tema sono l’IFLA (International Federation of Library Associations and Intituitions), la IASL (International Association of School Librarianship) e l’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), l’ENSIL (European Network for School Library and Information Literacy).