L’intervista

Raccogliere informazioni su un libro

Tra le attività suggerite nella Guida al Distintivo c’è l’intervista.

E’ uno strumento utile per raccogliere informazioni su un libro e possiamo immaginare diverse persone a cui rivolgerla: l’autore, l’illustratore, l’editore, un libraio, una persona che lo ha letto.

Può riguardare un libro che abbiamo letto allo scopo di chiarire alcuni punti o indagare le intenzioni dell’autore.

Ma può anche avere ad oggetto un libro che vediamo esposto o di cui abbiamo sentito parlare. In tal caso l’intervista ha lo scopo di comprendere il contenuto e il tema per verificare se è di nostro interesse.

Riflettere su cosa vogliamo scoprire di un libro e formulare delle domande in modo da ricevere le informazioni che cerchiamo è un compito apparentemente semplice.

Suggeriamo di far realizzare ai ragazzi un’intervista all’autore al termine della lettura del libro oppure, dopo aver mostrato loro soltanto la copertina di un libro (che dunque non conoscono), di raccogliere le domande che farebbero al libraio.

Cerchiamo di stimolarli a porre domande originali, liberi da schemi prefissati.

Oltre alla formulazione delle domande, ai ragazzi si potrà richiedere ulteriori compiti: prendere contatti con la persona da intervistare, organizzare l’intervista fissando un luogo e un’ora, preparare una scaletta ordinata delle domande, fare una lista del materiale occorrente.

Infine, perchè non invitarli a stilare una lista delle persone (autori, attori, sportivi ecc) che vorrebbero intervistare?

Intervista a Giovanna Pignataro

Noi abbiamo intervistato Giovanna Pignataro, autrice del libro “Chi rom e chi no“, della casa ed. Marotta e Cafiero.

Come è nata l’idea?

L’associazione Chi rom e chi no di Scampia (NA) ci ha incaricato di scrivere un libro illustrato sulla sua storia: desideravano uno strumento semplice da utilizzare per potersi raccontare agli altri. Una richiesta che ci ha emozionato, onorato e anche spaventato: saremo in grado di tradurre in libro la straordinaria storia di questa associazione così singolare e complessa? Nonostante sia una storia che si intreccia con la nostra (io sono nata e cresciuta a Scampia, ho visto nascere l’associazione, ci ho collaborato, la mia strada si è incrociata con la loro, anche prima che nascesse La casa dei conigli), nonostante la conoscessimo già, ce la siamo fatta raccontare dai loro protagonisti, attuali e passati, abbiamo preso appunti, immaginato cose, pensato, sognato…ed eccoci qua, con il libro tra le mani, che come sempre, quando c’è passione, è diventato molto più di quello che potevamo aspettarci.  Aggiungo una Curiosità sul nome:

“Chi rom e… chi no” è un gioco di parole: chi è rom e chi no, ma anche chi dorme (“rom” è il suono della parola in napoletano) e chi no, cioè chi vuole attivarsi per affrontare i problemi e chi invece dorme o finge di farlo. È una frase coniata da Felice Pignataro nel 2000 e che qualche anno dopo è diventata il nome dell’associazione.

Di cosa tratta la storia?

È la storia di due bambine, dall’infanzia all’età adulta, che vivono vicinissime eppure distanti, ai confini di una città che le considera “periferiche”, una vive nel campo rom, l’altra subito fuori, nella periferia della città.
La loro condizione è molto più simile di quel che può sembrare: i problemi, l’abbandono, ma anche la bellezza che caratterizzano le loro vite sono fondamentalmente gli stessi. A non accorgersene sono i grandi.

Cosa ci raccontano le illustrazioni?

Le storie parallele delle due protagoniste sono seguibili anche graficamente, sulle illustrazioni che, a libro aperto, risultano essere sempre due in una: le due pagine affiancate formano un unico disegno, perché una è la realtà, una è la città che accoglie le loro vite. Il libro aperto mostra materialmente che si tratta di una storia orizzontale, dove il confine tra le pagine esiste solo per chi vuole vederlo.
La realizzazione delle illustrazioni, ad opera di Tiziano Squillace, è andata avanti, come lui stesso dice, con una lenta visualizzazione mentale di ciascuna tavola, realizzata poi di getto, senza bisogno di bozzetti. Il pensiero che le accompagna tutte è il collage: il campo rom è un collage di pezzi diversi, suppellettili di fortuna, di provenienze varie, che messe insieme formano le baracche e compongono l’intero campo. Allo stesso modo, le illustrazioni sono composte di “pezzi” diversi: pagine della Bibbia che formano la Chiesa, foto vere prese da esperienze diverse narrate nel libro, trasformate in disegni, pagine di quaderno che diventano palazzi e si accartocciano come loro, e così via…

È stato un lavoro di gruppo o personale?

La sua creazione è stato un parto collettivo e dunque un misto di emozioni, sorprese, scoperte, ri-scoperte, scavi nei rispettivi archivi fotografici, ricordi…Una volta dunque conclusa la fase di racconto collettivo, io ho tirato fuori la storia, cercando di soffermarmi su quelli che ci erano sembrati i punti cardine del percorso fatto, che sono sottolineati nel libro dalle poesie che interrompono di tanto in tanto la narrazione legata alle due protagoniste. Conclusa la scrittura, ne ho dato lettura al gruppo e, nella commozione generale che da subito questo racconto ha provocato in tutti noi, abbiamo deciso di proseguire passando il testimone a Tiziano. Ecco che, giorno dopo giorno, pensando e immaginando, Tiziano ha creato le immagini che non solo accompagnano ma completano il testo, attingendo alla miniera di materiali raccolti durante il precedente lavoro di studio. L’ultimo tocco è stato quello del grafico, Luca Pignataro, che ha messo insieme il tutto e ci ha regalato il nostro albo illustrato.

Cosa lo rende un libro speciale?

È un libro speciale per noi, perché è stato in molta parte autobiografico, e perché i fatti e le persone di cui si parla sono pezzi molto toccanti delle nostre vite. Ma non è speciale solo a livello personale: la storia che si narra è una storia potente, che spesso non si ha il coraggio di raccontare. È un libro che può aiutare, nella sua semplicità narrativa e visiva, a capire quanto sarebbe semplice curarsi l’uno dell’altro all’interno di una comunità.

Se dovessi abbinare un colore, un sapore, un suono (canzone, musica, rumore, ecc), un odore, un oggetto, quali sarebbero?

L’azzurro del cielo che si confonde con quello del murale dipinto sotto il ponte del campo; la mussaka cucinata dalle cuoche di Chikù (ristorante italo-rom nato a Scampia, figlio di Chi rom e chi no), la musica degli ‘o Rom (gruppo musicale napoletano che fonde musiche tradizionali napoletane e dell’Italia Meridionale con musiche balcaniche e di tradizione rom e gipsy: un altro esempio di integrazione culturale. Hanno anche prestato un loro brano per il booktrailer del libro), l’odore di bruciato, una maschera di carnevale.

Info tecniche sul libro:

titolo: CHI ROM E…CHI NO

Autore: Giovanna Pignataro

Illustrazioni: Tiziano Squillace
editore: Marotta&Cafiero editori di Scampia
formato chiuso: 30×23, aperto diventa 60×23
N.B.: il font scelto per i testi (Easy Reading) è un carattere ad alta leggibilità

Visita il sito http://www.lacasadeiconigli.com/